Storia, significato ed origini del Judo

Il patrimonio marziale nipponico rischiava di essere dimenticato per sempre se un uomo non lo avesse rimesso in discussione. Egli si chiamava Jigoro Kano, nato il 28 Ottobre 1860 a Mikage. Egli giunse a Tokyo nel 1870 per continuare la sua formazione scolastica in Istituti d' Istruzione. Delicato di salute era alto solo 1.50 mt e pesava 48 Kg. A 16 anni decise di rafforzare il proprio corpo con la pratica del ginnastica e del baseball. Inoltre nelle liti tra studenti Kano veniva sempre battuto. Ferito nel suo orgoglio di samurai nel 1877 si interessò alle arti marziali e, seppur disapprovato dai familiari, prese lezioni di Ju Jitsu alla Tenjin Shinyo-ryu con i maestri Iso e H. Fukuda dai quali apprese i segreti del randori e dei kata. Al tempo stesso fu guidato dal maestro I. Ihikubo della Kito-ryu che insegnava uno stile di Ju Jitsu del tutto diverso. Inoltre il giovane Kano fece approfonditi studi su antichi testi di insegnamento (densho) di molte antiche Scuole di Ju Jitsu. Nel 1882, ormai laureato, accettò l'impiego di insegnante alla Scuola dei Pari (Gakushuin). Nel frattempo aveva fatto le sue scelte fra i vari metodi di Ju Jitsu praticati fin dall'era Edo e con la collaborazione di soli nove amici-discepoli fondò la sua scuola: il Kodokan. Fondato nel 1882, il KO-DO-KAN significa letteralmente "Scuola per lo studio della Via"; inizialmente il dojo di Jigoro Kano era di soli 9 allievi su 12 tatami e si trovava in una saletta del tempio shintoista Eishoji sito nel quartiere Shimoya di Tokyo. Le tecniche che Jigoro Kano prese a base per il suo metodo "Judo Kodokan" si ispirano principalmente alle forme tradizionali delle scuole Kito-ryu e Tenjin Shinyo-ryu. Molte altre tecniche di Ju Jitsu furono modificate e affinate da quelle che in origine appartenevano alla tradizione, ma l'intima essenza del Judo, che faceva convergere forza e flessibilità, fu un concetto che Jigoro Kano definì a poco a poco con una ricerca razionale e con metodo scientifico.Il Kodokan e il Judo si imposero e il dojo di Tokio si ingrandiva di anno in anno. In pochi anni il metodo di Kano catturò l'attenzione del Ministero della Istruzione nipponico. Quest'ultimo cominciò a prendere in considerazione i meriti delle varie Scuole di Ju Jitsu con l'intento di inserire questa arte marziale tra le materie di studio accanto alla educazione fisica. Ben presto il Judo divenne materia integrante di studio nelle Scuole di tutto il Paese, e dovunque in Giappone si tenevano gare di Judo. Kano morì sul piroscafo Hikawa-Maru nel maggio 1938, mentre tornava in patria dopo aver presenziato al Congresso del CIO svoltosi al Cairo. Kano lasciò una specie di testamento spirituale ai judokas di tutto il mondo : Il Judo non è soltanto uno sport. Io lo considero un principio di vita, un'arte e una scienza. Dovrebbe essere libero da qualsiasi influenza esteriore, politica, nazionalista, razziale, economica od organizzata per altri interessi. Tutto ciò che lo riguarda non dovrebbe tendere che a un solo scopo: il bene dell'umanità. Il judo può essere praticato da tutti, a qualsiasi età e costituisce un eccellente diversivo alla vita quotidiana. Il judo permette di acquisire fiducia in se stessi, aiuta a liberarsi dalle angosce, dà sicurezza, forza e volontà nell'affrontare le avversità, dona una buona condizione fisica, agilità, tonicità dei muscoli e delle articolazioni. A questo riguardo il judo può essere considerato uno sport di base. Sport di equilibrio fisico e psichico, il judo permette a chi lo pratica di liberare l'aggressività naturale e di padroneggiarla; esso procura al judoka quel self-control che lo caratterizza. La prima apparizione del judo alle Olimpiadi risale a Tokio 1964 per le gare maschili, e, per quelle femminili, a Barcellona 1992.

video icon JIGORO KANO              video iconPINO MADDALONI


 
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