Il corso è attivo il Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 21:00 alle 22:00 diretto dal Maestro Nunzio Sabatino ( nelle foto con il M° Y. Fujimoto e M° H. Tada), c.n. 6° dan AIKIKAI.

Cosa è l’Aikido

L’Aikido viene annoverata tra le Arti Marziali di origine giapponese, essendo un metodo di allenamento per la ricerca dell’equilibrio fisico e psichico attraverso la pratica controllata di antiche tecniche di derivazione marziale, finalizzate alla neutralizzazione, mediante bloccaggi, leve articolari e proiezioni, di uno o più aggressori disarmati o armati. Caratteristica di questa disciplina è l’utilizzo di movimenti prevalentemente sferici il cui perno è colui che si difende. In tal modo egli stabilizza il proprio baricentro, decentra quello dell'avversario attirandolo nella propria sfera, e può sfruttare a proprio vantaggio l'energia prodotta dall'azione aggressiva fino a neutralizzarla. Il suo fondatore fu il Maestro Ueshiba Morihei (1883 - 1969) che si dedicò allo studio della filosofia, della religione e delle varie arti marziali praticate nelle diverse scuole di ju-jitsu classico, kenjitsu (tecnica della spada), jojitsu (tecnica del bastone), sintetizzando il metodo che, attraverso varie fasi evolutive, è sfociato nella forma moderna di pratica della disciplina, in cui è assente la competizione, ma ciò consente ai praticanti di dedicarsi allo studio della respirazione e del controllo dei sensi, che se ben indirizzati, consentono una crescita psico-fisica personale con indubbi vantaggi nella vita dell’individuo. La pratica costante consentirà il raggiungimento di uno stato nel quale il corpo si muoverà naturalmente, in una situazione quasi di vuoto mentale, tanto da poter essere considerato, secondo alcuni maestri, come “zen in movimento”, che può permettere in rari casi il raggiungimento di uno stato di “illuminazione”. Questo modo di praticare farà sì che le tecniche nasceranno in modo spontaneo e non come risposta ad uno specifico attacco. La cosa più importante in questo tipo di pratica è che si venga a creare una totale assimilazione (unione) con il partner, piuttosto che avere come obbiettivo primario il proiettarlo o immobilizzarlo. Dal punto di vista tecnico, ciò implica che occorre trattare con cortesia ed attenzione le braccia ed il corpo del partner, come se fossero la propria spada o la propria lancia (similmente a ciò che rappresenta il pennello per un pittore o un calligrafo oppure il proprio strumento per un musicista). Inoltre nel momento dell’attacco occorre creare il vuoto davanti all’aggressore per poterlo poi avvolgere nel proprio movimento circolare diventando entrambi un’unica entità ed in tal modo riuscire a controllarlo e neutralizzarlo. In tal modo si persegue la ricerca di una padronanza del proprio essere che non si lascia condizionare dalla minaccia di un attacco e mantiene la propria mente libera da qualsiasi affanno per permettere alle tecniche di svilupparsi e manifestarsi in modo automatico.

 
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